Accertamento nullo per difetto di delega


Commissione Tributaria regionale di Milano,- Sezione 2 Sentenza 7 giugno 2017, n. 2521/02/2017

L'eccezione preliminare della società contribuente, volta a disporre l'annullamento dell'atto
impositivo per mancata sottoscrizione dello stesso da parte del Capo dell'Ufficio in violazione
dell'art. 42, comma 3, del DPR n. 600/73 è fondata e va accolta. La giurisprudenza della
Suprema Corte è univocamente indirizzata a stabilire che è valida la delega conferita ad un
funzionario anche se conferita con atto proprio o con ordine di servizio, purché la medesima
possa concretamente identificare il soggetto autorizzato dal direttore provinciale ad un
determinato compito. Tale delega deve, inoltre, circoscrivere la durata.
Dall'esame degli elementi e documenti agli atti del presente processo, si rileva che la delega
di cui è causa non è nominativa e manca della firma autografa del delegante, essendo il
documento sottoscritto soltanto mediante firma automatizzata, oltre ad essere priva di
termine. Detto altrimenti, manca la conformità con il principio statuito dalla sentenza n.
22803/2015 della Corte di Cassazione, che, osservato come non appaia decisiva la modalità di
attribuzione della delega che può essere conferita o con atto proprio o con ordine di servizio,
purché venga indicato, unitamente alle ragioni della delega (ossia le cause che ne hanno resa
necessaria l'adozione, quali carenza di personale, assenza, vacanza, malattia, etc.) il termine
di validità e il nominativo del soggetto delegato, ha affermato che "Non è sufficiente, in
entrambe le tipologie di deleghe (di firma o di funzione) l'indicazione della sola qualifica
professionale del dirigente destinatario della delega, senza alcun riferimento nominativo alla
generalità di chi effettivamente rivesta tale qualifica".
Sono pertanto da ritenere illegittime le deleghe impersonali e tale illegittimità si riflette sulla
nullità dell'atto impositivo.
Tale principio è stato confermato, da ultimo, anche nella recentissima ordinanza n. 12960/17,
emessa dalla sesta sezione della Suprema Corte e depositata il 23 maggio 2017. Dal
documento depositato dall'Agenzia delle Entrate si evince che il Direttore Dott. Sossio
Scarcella avrebbe conferito delega al Dott. Luigi Pio Di Giorgio in data 16.05.2006, cioè ben
due anni dopo l'emissione dell'atto impositivo, avvenuta in data 27.05.2004. Tale delega
risulta, evidentemente, inconferente.
secondo la giurisprudenza di legittimità:
Cass. sent. n. 3058/2008: "Gli uffici locali dell'Agenzia, esplicazione territoriale dell'Agenzia
centrale, sono, quindi, legittimati ad agire ed essere convenuti nei giudizi davanti alle
Commissioni tributarie ed in questi sono rappresentati dal Direttore nominato, avente
funzione dirigenziale, che per la gestione e l'adempimento dei compiti ad esso demandati
può delegare suoi diretti collaboratori a scopi determinati". (Nello stesso senso, Cass. sent. n.
13908/2008).
Cass. sent. n. 6338/2008: "Le costituzioni in giudizio, inoltre, erano state firmate dal
responsabile dell'ufficio. Direttore pro tempore, nel rispetto del disposto (ovviamente con
esclusivo riferimento alla delega) dell'art. 42 (d.P.R. n. 600/1973.)".
Cass. sent. il 12830/2017 "Va infatti ribadito che "In tema d'imposte sui redditi, l'avviso di
accertamento, a norma dell'art. 42 del d.P.R. n. 600 del 1973, deve essere sottoscritto, a pena
di nullità dal capo dell'ufficio o da altro impiegato della carriera direttiva da lui delegato,
incombendo sull'Amministrazione finanziaria dimostrare, in tale ultima evenienza e in caso
di contestazione, l'esistenza della delega e l'appartenenza dell'impiegata delegato alla
carriera direttiva" (Sez. 6 - 5, Ordinanza n. 9736 del 12/05/2016, Rv. 639958 - 01). La sentenza
impugnata collide evidentemente con tale principio di diritto laddove, senza alcun
fondamento giuridico, afferma che la delega di funzioni/firma è atto privo di
rilevanza/esterna, così omettendo il necessario giudizio di merito sulla delega prodotta in
prime cure dall'Agenzia fiscale".
Cass. n. 674/1973, "nel linguaggio dei codici vigenti, sia sostanziale che di rito, con il termine
"rappresentanza" viene designato non soltanto il fenomeno rappresentativo in senso
proprio, contemplato dagli artt. 1387 e seguenti c.c., ma anche quello della cosiddetta
immedesimazione organica, alla quale è quindi applicabile la disciplina positiva dettata per la
rappresentanza, in difetto di una contraria indicazione letterale della legge o di una ragione
di incompatibilità intrinseca tra questo fenomeno e tale disciplina.". Cass. sent. n. 2681/1993.
"La disciplina del negozio concluso da un rappresentante senza poteri (ex art. 1399 c.c.) si
applica anche alla rappresentanza organica degli enti pubblici".
Inoltre, la sottoscrizione autografa dell'atto non automatizzato (i.e. quello non emesso in
modalità nativa digitale) di conferimento delle deleghe di firma al funzionario
direttivo/dirigente per la sottoscrizione di atti a rilevanza esterna, ancorché nei limiti in cui
le attività delegate rientrino nel relativo profilo professionale, non può essere sostituita dalla
formula: "firma autografa sostituita dall'indicazione a mezzo stampa, ai sensi dell'art. 3, c. 2,
D.Lgs. 39/93", poiché essa può essere eccezionalmente apposta, fin dal 1° luglio 2009, in via
sostitutiva solo sugli atti di liquidazione, accertamento e riscossione di tributi erariali emessi
con sistemi automatizzati dalle Agenzie fiscali (art. 15, c. 7, d.l. 78/2009: "La firma autografa
prevista sugli atti di liquidazione, accertamento e riscossione dalle norme che disciplinano le
entrate tributarie erariali amministriate dalle Agenzie fiscali e dall'Amministrazione
autonoma dei monopoli di Stato può essere sostituita dall'indicazione a stampa del
nominativo del soggetto responsabile dell'adozione dell'atto in tutti i casi in cui gli atti
medesimi siano prodotti da sistemi informativi automatizzatf), individuati con
provvedimento dei rispettivi Direttori generali (vds. Atto Direttoriale Agenzia Entrate, prot.
2010/4114, del 2 novembre 2010, che non comprende il conferimento di deleghe; Corte
Costituzionale sent. n. 117/2000; Cass. sent. nn. 4923/2007, 22692/2007 e 13461/2012).
Peraltro, Agenzia per l'Italia Digitale. Circolare n. 62 del 30 aprile 2013. Par.6.4 -
Sottoscrizione a mezzo stampa della copia analogica del documento amministrativo
informatico originale conservato presso l'amministrazione così testualmente recita: "... come
previsto dall'articolo 3-bis, commi 4-bis, 4-ter e 4-quater del Codice, (CAD D.Lgs. 235/2010)
l'amministrazione predispone il documento amministrativo informatico originale sottoscritto
con firma digitale o firma elettronica avanzata, da conservare nei propri archivi, ed invia al
cittadino, per posta ordinaria o raccomandata con avviso di ricevimento, la copia analogica
sottoscritta con firma autografa sostituita a mezzo stampa. La copia analogica riporterà in
chiaro la dicitura indicante l'amministrazione che ha prodotto e conserva il documento
amministrativo informatico originale. Questa modalità soddisfa le condizioni previste per le
copie analogiche su cui è apposto il contrassegno elettronico e in particolare la copia
analogica ha lo stesso valore della stampa del documento amministrativo informatico
originale sottoscritta con firma autografa e non è possibile richiedere all'amministrazione la
produzione di altra copia analogica sottoscritta con firma autografa". In tal caso, l'intimato
può eccepire l'inesistenza dell'atto (Cass. sent. n. 14195/2000) e, chiedere al giudice ogni
accertamento volto a verificare la sottoscrizione -del soggetto autorizzato a formale l'atto -
sull'originale del documento (Cass. sent. nn. 4991/2001 e 13375/09). Commissione Tributaria regionale di Milano,- Sezione 2 Sentenza 7 giugno 2017, n. 2521/02/2017


STUDIOMARINOonsab 25 novembre 2017 - 23:35:19
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